giovedì 23 marzo 2017

Poi vediamo

Io scrivo, poi vediamo.
E il "poi vediamo" lo aggiungo a qualunque cosa.
Tipo: stasera riprendo gli allenamenti di rugby, che avevo mollato perché non stavo bene né fisicamente né mentalmente. Ecco, stasera io ci provo poi vediamo.
Non so perché mi prendo così male per le cose.
Se non gioco bene, amen cosa vuoi che succeda? Non giocherò le partite (che comunque non vorrei fare in ogni caso - sai che ansia?)
Le compagne mi romperanno le palle? In realtà sono loro che mi hanno detto più volte di tonare.
"Torna, prova.. poi si vedrà"
Io non sono molto brava in ambito sport, anzi per nulla brava, e mi sento troppo in difetto rispetto agli altri.
Mi sa che è proprio il POI che mi blocca, o meglio mi spaventa.

Ho un problema (?) con l'alcool: non mi so regolare. Esco e sarei capace di bermi anche un'intera bottiglia di sambuca. Così.
L'unica soluzione (?) che ho trovato è: non uscire.
Se sono a casa non bevo (e si, ho un armadietto pieno di alcolici, ma non li tocco) quindi se dico "esco poi vediamo" nel POI c'è la visione di me ubriaca da far schifo.
Allora, per evitare la solita figura da ubriacona davanti agli altri, me ne sto a casina e amen

Questa settimana ho ricominciato a prendere dei calmanti prima di dormire.
Perché tanta è l'ansia, tanti sono i pensieri, che non dormo o faccio incubi o mi metto a piangere.
Li prendo e poi vediamo

mercoledì 8 marzo 2017

8 marzo

Della festa di oggi non me ne frega un cippa, ma ogni scusa è buona per ascoltare Ruggero